Risorse educative aperte e Repository, per una didattica innovativa ed inclusiva

24.06.2019

L’azione #23 del PNSD (Promozione delle risorse educative aperte e linee guida su autoproduzione dei contenuti didattici) pone l’attenzione sull’importanza di promuovere e “incoraggiare processi sostenibili e funzionali di produzione e di distribuzione, che possibilmente aiutino a far emergere e diffondere i materiali migliori e facilitino la validazione collaborativa e il riuso, garantendo un regime di diritti che sia sensato e funzionale per le OER”.

Con l’acronimo OER( Open Educational Resources, tradotto in italiano Risorse Educative Aperte )si intendono materiali didattici, prevalentemente in formato digitale, resi disponibili al pubblico attraverso licenze che ne consentono il riutilizzo, la modifica e la distribuzione.

Le OER, il cui termine fu introdotto per la prima al forum UNESCO del 2002 sull'Impatto dei Contenuti Didattici Aperti per l'Istruzione Superiore nei Paesi in Via di Sviluppo, finanziato dalla William and Flora Hewlett Foundation, rappresentano sicuramente uno degli effetti più significati sull’istruzione, dovuto allo sviluppo del Web 2.0.

L’idea di fondo delle OER  è che esistono numerose risorse che spesso restano relegate all’interno degli ambienti formativi nei quali sono state create e che invece dovrebbero essere rese disponibili gratuitamente attraverso la rete, per consentire a tutti di usufruire di tali opportunità formative.

Negli ultimi anni, con lo sviluppo e la promozione del digitale all’interno degli Istituti Scolastici, l’utilizzo delle OER nelle attività didattiche si è intensificato notevolmente, rivestendo un ruolo strategico per il rinnovo dei modelli educativi incentrati sui processi di apprendimento.

Risulta, pertanto, fondamentale per i docenti formarsi opportunamente, per poter utilizzare consapevolmente gli strumenti che la rete offre e per  integrare tali risorse nelle proprie attività didattiche.

Tra le App più diffuse che consentono la creazione di OER sicuramente si annoverano Wordwall e LearningsApp, ambienti di apprendimento gratuiti per la creazione di attività didattiche interattive, che possono essere calibrate sulle esigenze dei propri allievi.

Sono sempre più numerosi i docenti e gli insegnanti che introducono l’utilizzo di questi applicativi nelle proprie attività didattiche, in quanto essendo facilmente adattabili alle varie situazioni di apprendimento, consentono di stimolare differenti approcci metodologici (dal lavoro di gruppo all’apprendimento basato su problemi, dall’apprendimento collaborativo a quello personalizzato, dalla realizzazione di compiti autentici alla media education).

Mediante la Gamification, quale metodologia di apprendimento-insegnamento basata sul gioco, gli studenti saranno maggiormente coinvolti nel loro processo di apprendimento e riusciranno a comprendere e fissare  anche i concetti più complessi.

Un’altra preziosa risorsa che il web mette a disposizione gratuitamente è costituita da Scratch, una piattaforma per apprendere in modo semplice, intuitivo e divertente, i principi base del coding, fondamentali per lo sviluppo del pensiero computazionale. Grazie al suo ambiente di apprendimento trasversale, consente a docenti ed insegnanti di realizzare risorse educative, come ad esempio progetti di storytelling, esercizi interattivi e giochi didattici, verticalizzando gli elaborati sulla propria disciplina e condividendoli mediante le opportune procedure, in modo che allievi e colleghi ne possano fruire.

Il web, inoltre, mette a disposizione numerose risorse anche per la realizzazione di archivi e repository, fondamentali per diffondere e condividere, con colleghi ed allievi,  le risorse educative realizzate.

Si potrà utilizzare Coggle, per creare e condividere mindmap e diagrammi di flusso, oppure si potrà sperimentare l’utilità di ePubEditor ,per redigere, anche in maniera collaborativa, ebook multimediali ed interattivi.  La semplicità e la versatilità di Google Site consentirà di raccogliere ed archiviare le proprie risorse digitali e i materiali didattici, per condividerli con i colleghi, in modo tale da confrontarsi e  raccontare le esperienze vissute nelle proprie classi.

Thinglink, invece, mediante l’inserimento dei tag interattivi in qualsiasi immagine( foto, link e addirittura video interattivi), permetterà di coinvolgere e appassionare maggiormente i propri discenti, rendendo le lezioni più interessanti e consentendo di trasmettere gli argomenti in maniera semplice ma al tempo stesso efficace.

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Staff Aretè