Viaggio nelle scuole di frontiera. Realtà scolastiche a confronto

15.04.2019

Vi proponiamo lo speciale di Repubblica Tv “Prof in trincea: viaggio nelle scuole di frontiera”.

Sei realtà scolastiche a confronto, con storie di insegnanti che lottano tutti i giorni per poter fare il proprio lavoro in quartieri di periferia, abbandonati dalle attenzioni delle amministrazioni e popolati da bambini e ragazzi che vivono in profonde situazioni di disagio, a causa del contesto sociale-culturale in cui si ritrovano; nella maggior parte dei casi, si tratta di allievi e studenti con alle spalle famiglie assenti , che vivono in  precarie condizioni economiche. Tutto ciò influisce negativamente sulle vite dei bambini e dei ragazzi, problematiche che sfociano il più delle volte in seri problemi comportamentali e che si manifestano anche nei contesti scolastici: la mancanza di disciplina, l’avversione al rispetto delle regole o l’assunzione di  atteggiamenti  aggressivi nei confronti di compagni ed insegnanti.

Insegnanti che ogni giorno sono costretti a lavorare “in trincea”, con studenti “difficili”, e che nonostante tutto continuano a fare il proprio lavoro con passione e dedizione. Questi video raccontano storie di integrazione multiculturale, inclusività e prevenzione della dispersione scolastica.

Ne vien fuori un’immagine della scuola che funziona, con gli strumenti giusti e con la volontà di chi ci lavora, una scuola che può diventare il luogo in cui stimolare una socialità positiva. Ed è proprio ciò che accade in queste scuole “di frontiera” dove docenti, dirigenti e personale scolastico accompagnano, giorno dopo giorno, i loro ragazzi, abbracciando le storie difficili di ognuno di loro, con l’auspicio di riuscire a trasmettere sani valori e di poter offrire un futuro migliore, fatto di sogni e speranze, e soprattutto lontano dalla strada e dalla criminalità.

Scuola media “Norberto Bobbio” di Barriera di Milano, quartiere della periferia nord torinese ad alto tasso di immigrazione.  

"Fuori c'è poco, li teniamo dentro il più possibile e non tutti riescono a comprare il quaderno e la penna, perciò, quando serve, i soldi ce li mettiamo noi". "Qui riusciamo a farli vivere bene e a costruire quella corazza di cui hanno bisogno per affrontare la vita. Sono ragazzini veri, e alla fine ci danno molto di più di quello che noi diamo a loro".

 

Istituto di istruzione superiore Melissa Bassi nel cuore di Scampia, uno dei quartieri più degradati di Napoli, nell'estrema periferia nord della città.

“All’inizio è stato uno choc - è il racconto dei prof - ma noi restiamo. Per loro, per questi ragazzi, per trasmettere dei valori. E qualcuno arriva all’università”.

 

Istituto comprensivo Scialoia di Milano, scuola di frontiera perché situata in una zona a forte flusso migratorio. Il  70% degli studenti è rappresentato  da stranieri di prima e seconda generazione tra cinesi, arabi e sudamericani.  

 

Scuola media Giuseppe Ungaretti, zona San Paolo, quartiere della estrema periferia di Bari.

Molti bambini non possono permettersi libri di testo e  devono fare i conti con famiglie disgregate che non sono in grado di seguirli.

 

Istituto comprensivo Giovanni Falcone, quartiere Zen 2, zona ad alto rischio di criminalità della periferia di Palermo.

“L’obiettivo è insegnare a sognare, questi ragazzi non sanno farlo. La chiave è l’amore. Invece di una sospensione, è meglio un abbraccio. E qualche risultato lo otteniamo"

 

Scuola media Federico Fellini, San Basilio, periferia ad alto tasso di criminalità, zona nord-est di Roma. "Sapere che questi ragazzi possono finire in percorsi sbagliati fa stare male. Ci deve essere un'altra risposta"

 

Fonte: Repubblica Tv

Staff Aretè