Entro il 2022 pensiero computazionale e coding obbligatori nel curricolo scolastico

18.03.2019

Il  12 marzo è arrivata l’approvazione da parte del Governo e della Camera dei deputati della Mozione n. 1-00117, con la quale il Governo si impegna  ad “adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione lo studio del pensiero computazionale e del Coding nell’ambito del curricolo digitale obbligatorio, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo”.

Introdurre l’insegnamento del Coding, fin dalla scuola dell’infanzia e primaria, è fondamentale per favorire nei discenti la formazione su tematiche centrali, quali il pensiero computazionale, la creatività digitale e la cittadinanza digitale, in quanto al di là delle competenze specifiche (che il coding e la programmazione portano con sé) il vero valore aggiunto consiste proprio nel metodo che queste nuove discipline consentono di acquisire, metodo finalizzato a stimolare e rafforzare la capacità di pensiero, di analisi e di risoluzione dei problemi.

Considerato che l’Italia presenta un elevato indice di rischio di cambiamento dei lavori attuali (pari al 35,5 %)  e che le nuove professioni saranno improntate al digitale, risulta essere sempre più impellente l’esigenza di adeguarsi alle nuove trasformazioni e di intervenire per alfabetizzare le nuove generazioni ai linguaggi delle nuove tecnologie.

Occorre partire dalla scuola, iniziando a considerare la programmazione informatica come la quarta abilità di base per le nuove generazioni di studenti, assieme all’abilità del leggere, dello scrivere e far di conto, in modo tale da favorire la crescita di una società civile sempre più inclusiva, efficiente e preparata ad affrontare le sfide del futuro.

L’introduzione al coding, pensiero computazionale, making e robotica educativa nelle scuole deve però presupporre la dotazione, da parte delle stesse, di infrastrutture  e strumenti digitali adeguati per poter offrire la giusta formazione agli studenti, dotazione che deve essere garantita indistintamente a tutti, onde evitare di “dare origine o di rafforzare disuguaglianze tra gruppi di individui laddove non vengano garantite condizioni simili a tutti”.

Per raggiungere questi obiettivi entro il 2022 il Governo dovrà rispettare determinati impegni:

– considerare lo studio del « coding» e la dotazione nelle classi degli strumenti tecnologici, a tal fine necessari, come nuovi aspetti degli ambienti per l’apprendimento in sostituzione degli arredi tradizionali, quali le lavagne di ardesia e la tradizionale organizzazione degli spazi con banchi e sedie non modulabili;

–  valutare, di conseguenza, la dotazione di strumenti hardware avanzati quali componente essenziale dei nuovi ambienti di apprendimento;

– adottare misure affinché gli edifici scolastici di nuova costruzione siano predisposti per facilitare la diffusione del coding a scuola;

– adottare iniziative per prevedere, a partire già dall’anno scolastico in corso, percorsi di formazione per il personale docente delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di sensibilizzarlo alle nuove metodologie didattiche digitali attraverso cui veicolare gli apprendimenti e raggiungere gli obiettivi delle indicazioni nazionali;

– promuovere e favorire iniziative volte all’alfabetizzazione e allo sviluppo dell’apprendimento del «coding» nelle scuole secondarie di primo e secondo grado”.

Per consultare l’atto di mozione della Camera clicca qui

Fonte: Orizzonte Scuola

Staff Aretè