Strumenti per la didattica e nuovi ambienti di apprendimento: l’esperienza di 15 insegnanti, con un repository e tanto entusiasmo per gli allievi

12.10.2018

Partiamo da un dato di fatto: negli ultimi anni la tecnologia è entrata nella maggior parte delle scuole, seppur con livelli di connettività e disponibilità di attrezzature assolutamente variabili da scuola a scuola; da questo punto di vista, ogni classe ha la propria “storia” e vive una situazione in continua evoluzione… Una cartina geografica complessa, entro la quale, ogni giorno, migliaia di insegnanti si danno da fare per coinvolgere i propri allievi con quel che si ha a disposizione: qualche postazione PC, in alcuni casi (i più fortunati) in dotazione ci sono i tablet, molti dispongono della LIM e ancora tanti si devono accontentare di un proiettore… Ma in tutta questa diversità di condizioni di partenza, la tecnologia a supporto della didattica rappresenta davvero un “valore aggiunto” per il processo di apprendimento degli allievi e non soltanto per quanto concerne la personalizzazione dei percorsi e la condivisione dei contenuti; con l’utilizzo di dispositivi e l’integrazione del digitale nella didattica è davvero possibile realizzare quel che il Piano Nazionale della Scuola Digitale PNSD (su impulso delle direttive UE) richiede trasversalmente alle istituzioni scolastiche italiane, ossia “estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali”.  

 

                                                      

E questo è proprio ciò che hanno realizzato 15 insegnanti, coinvolte in un progetto condiviso, nato sotto la guida di Aretè Formazione e denominato  #DaProffperProff, che ha portato alla realizzazione di un repository di APP (clicca qui per accedere), esercizi interattivi organizzati per grado scolastico, da utilizzare con i propri allievi nella didattica quotidiana, così da poter sperimentare in aula modalità differenti di utilizzo: approfondire argomenti, ripassare alcuni concetti, creare collegamenti interdisciplinari e incoraggiare forme di apprendimento cooperativo mediante strumenti innovativi.

Un modello, questo dei repository, ampiamente diffuso in tutta Italia e fortemente promosso dalla Legge 107/2015, che ha riformato e riorganizzato il sistema Scuola. E se esperienze di questo tipo si stanno moltiplicando ogni giorno in tutta Italia, vale la pena di riflettere su quali effetti si possano rilevare a corollario di queste attività. E le sorprese sono tante… Innanzitutto entusiasmo, tanto entusiasmo, condiviso tra allievi e genitori! Sì, perché il repository è diventato un ambiente di apprendimento da utilizzare in aula, mediante l’ausilio della LIM, ma, soprattutto, un ambiente di apprendimento da sperimentare a casa, quotidianamente, anche con il supporto dei genitori, entusiasti almeno quanto i propri figli per queste nuove modalità di impostare la didattica, a suggellare un esperimento perfettamente riuscito, in grado veramente di trasformare ed “estendere il concetto di scuola, da luogo fisico a spazio di apprendimento virtuale”.                                 

                                                                         

I momenti di partecipazione attiva si vanno moltiplicando di giorno in giorno e anche la misura e lo “spessore della condivisione” con i genitori migliora progressivamente. Il tutto, in una fase di avvio dell'anno scolastico, che permette di assegnare a questa sperimentazione un’importanza fondamentale, sia per quanto riguarda le insegnanti direttamente coinvolte, sia per quanto attiene gli Istituti Scolastici in cui si sta realizzando, sia per la portata in termini di coinvolgimento dell’intera comunità scolastica, in primis le famiglie, affascinate dalla varietà di risorse educative aperte messe a disposizione, dalla ricchezza di materiali fruibili e, soprattutto, dal tangibile entusiasmo generato nei propri figli, per questi tempi "una risorsa preziosa" su cui puntare, per auspicare a un processo di apprendimento che possa essere davvero per tutto l’arco della vita, alimentato dalla curiosità di chi apprende e da una crescente attenzione all’innovatività da parte di coloro che, quotidianamente, lavorano per istruire le nuove generazioni.